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Psicoterapeuti umanisti
Wilhelm Reich (Dobrzcynica, 24 marzo 1897 – Lewisburg, 3 novembre 1957) è stato un medico e psichiatra austriaco, allievo di Sigmund Freud e noto per la sua controversa teoria sull'energia orgonica.
Le sue ricerche spaziarono in molti ambiti senza limitarsi al suo campo specifico di studi, quello della psichiatria.
Nell'ultima parte della sua vita alcune ricerche da lui compiute lo portarono ad affermare di avere scoperto una nuova forma di energia, l'orgone. Queste teorie furono fortemente osteggiate dalla comunità scientifica in quanto mancanti di prove sperimentali e di un apparato teorico a sostegno.
Subì una condanna a due anni di reclusione, per oltraggio della Corte, durante il processo Reich sostenne che la Corte americana non era qualificata per giudicare le sue teorie e morì in carcere nel 1957, d'infarto cardiaco.
(Fonte Wikipedia)
Ascolta Piccolo Uomo
Il piccolo uomo, secondo Reich, è convinto che il prossimo agisca per lui, ingannandosi e che tutto sia buono e generoso. Il piccolo uomo (o uomo comune) si porta dietro un passato di nefandezze umane incredibili che tutto possono far pensare che alla bontà ed altruismo umano. Non esiste il concetto di libertà poiché tutto è determinato, persino i pensieri oltre alle azioni. Anche quando il piccolo uomo si trova nella pseudo posizione di poter scegliere impone a sé i potenti, donando loro ancor più potere, affinché lo rappresentino, nella vita sociale e nella vita politica. Per lo stesso motivo evita di guardarsi ma anche di essere guardato e criticato: è fiero dei suoi generali e mai di sé. "Solo tu puoi essere il tuo liberatore!" sostiene fermamente Reich, il problema è che "la verità è mortalmente pericolosa quando colpisce te stesso: il piccolo uomo non desidera udire la verità su sé stesso. Egli vuol diventare ricco, dirigente di partito, segretario dell'associazione per l'elevazione della morale pubblica, tuttavia non accetta d'assumersi la responsabilità per il suo lavoro". Poi c'è l'uomo grande colui che, proprio per quando scritto sopra, per essere tale deve essere circondato da tanti piccoli uomini. Il grande uomo ha a cuore la libertà dei piccoli uomini, dei suoi manovali nonché sostenitori ma per poterli condurre deve tollerare che lo si innalzi a Dio, inavvicinabile: nessuno si affiderebbe a lui se rimanesse l'uomo semplice. Reich si pone a questo punto la domanda, in forma di eco, poiché il dubbio è posto dall'uomo comune. Come fa Reich a sostenere e sapere tutto ciò? Perché in qualità di medico e psicoanalista lo ha esaminato sperimentando insieme al suo "piccolo" paziente le sue meschinità. Il piccolo uomo conosce i momenti grandi ma poiché ha paura dell'elevazione di momenti di vero slancio sono comunque pochi. Esorta, pertanto, l'uomo comune ad uscire dalla sua condizione al fine di "essere sé stesso" al contrario del piccolo uomo che sa dispensare solo preoccupazione benché non ne voglia, però, possederne nessuna. Lontano dal sociale persegue solo ed esclusivamente un interesse personale: "comprendi adesso perché la felicità sfugge da te? Essa vuole essere coltivata e meritata, tu generi la tua miseria, ogni giorno, senza interruzione. Non comprendi i tuoi bimbi e spezzi loro la spina dorsale prima ancora che essi possano coraggiosamente drizzarla. Rubi l'amore, sei avido di soldi e di potere".