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Il movimento romantico
Puo essere artista solo colui che ha una propria religione, ossia un'intuizione dell'infinito
(F. Schlegel)
Arrise a uno di sollevareil velo della dea di Sais. E bene, che vide? Vide, meraviglie delle meraviglie, sè stesso.
(Novalis)
Intorno al 1770 si ebbe un movimento destinato a superare le idee illuministe, noto con il nome di "tempesta ed impeto" inteso ad indicare un impeto tempestoso dei sentimenti: si esalta la libertà, il desiderio di infrangere qualsiasi costrizione, si lodano i sentimenti poeticamente forti, contro il torpore del popolo tedesco sino ad allora dominante.
L'uomo romantico lotta con la sua condizione psicologica nel non essere mai soddisfatto, sempre in contrasto con la realtà e sempre alla ricerca di qualcosa di indefinibile che sembra sfuggirgli dalle mani. E' un uomo estremamente impressionabilità, irritabilità, reattività e comunque molto sensibile.
Il giusto termine per indicare questo movimento di eterna insoddisfazione è "sehnsucht": struggimento, desiderio che non potrà mai raggiungere la propria meta o perché non la conosce o, meglio, perché non aspira a conoscerla, in quanto l'uomo romantico vive nel continuo struggimento, in una sorta di eterna sete di infinito mai, peraltro, realizzabile. Tutto questo avviene tramite le forme di rappresentazione dell'arte e della poesia: "la poesia guarisce le ferite inferte dall'intelletto, il poeta comprende la natura meglio dello scienziato" dirà Novalis.