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Schopenhauer

Tra idealismo ed esistenzialismo



I
l mondo è una mia rappresentazione. La vita e i sogni son pagine dello stesso libro. La lettura seguita è la vita reale. Ma quando l'ora abituale della lettura (il giorno) è trascorsa, e arriva il momento del riposo, noi continuiamo spesso a sfogliare oziosamente il libro, aprendo a caso questa pagina o quella, senz'ordine e senza seguito, imbattendoci ora in una pagina già letta, ora in una nuova; ma il libro che leggiamo è sempre lo stesso.



Hegel è un grande ciarlatano. Cosi Schopenhauer apre la via che trancia l'idealismo per porre le basi all'esistenzialismo. Hegel che pone la realtà razionale dominata dallo spirito, qualcosa di determinato; Schopenhauer sostiene che la realtà è del tutto irrazionale proprio perchè l'uomo vive secondo impulsi irrazionali: tutto ciò che accade non necessariamente deve avere un senso.

Ciò che l'uomo vede è una realtà riflessa in lui,
una sua rappresentazione. La realtà esiste insieme a chi la percepisce secondo un rapporto soggetto-percezione-realtà. Da qui si evince la fore critica del pensiero di Schopenhauer nei confronti di Kant. Per Kant il fenomeno è l'unico dato conoscibile ponendo il limite nel noumeno (la cosa in sè, non conoscibili). Secondo Schopenhauer il noumeno è esperibile anche perchè considera spazio e tempo non coategorie mentali che si danno a priori, così come aveva sostenuto Kant, bensì due dimensioni che si danno direttamente nella rappresentazione del mondo.

L'uomo di genio è quello che conosce di più ma soffre anche di più e poichè la vita oscilla tra noia e dolore l'uomo è destinato, constantemente, a soffrire. Quale l'alternativa? Ci si può liberare dalla noia attraverso:

  • L'arte: l'uomo diventa "occhio nel mondo" tramite l'esperienza estetica e così facendo dimentica sè stesso e il suo dolore. Si immerge nell'esperienza pura e si libera da qualsiasi desiderio e preoccupazione; in altre parole l'uomo allontana, con l'arte, l'attenzione da sè stesso.


  • La compassione, è un principio universale negli uomini: "siamo tutti impastati della medesima sventura".


  • L'uomo può liberarsi della sofferenza attraverso la meditazione orientale perchè attraverso l'arte della contemplazione e meditazione si può ottenere il puro pensiero.


Schopenhauer vuole così, metaforicamente, strappare il velo di maya, al fine di eliminare la separazione tra uomo e realtà.



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