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Schlegel

Il movimento romantico


Pensati come un essere finito educato all'infinito
ed allora tu penserai come un uomo


Può essere artista solo colui che ha una propria religione,
ossia un'intuizione dell'infinito


Per i romantici è indispensabile tendere all'infinito per tramite della filosofia o dell'arte, ovvero con mezzi finiti. Questo contrasto tra i mezzi finiti e l'aspirazione infinita gioca la sua indeterminatezza servendosi dell'ironia, il saper e riuscire a ridere sopra sé stessi per determinare l'abbandono di sé per poter raggiungere lo stato di grazia del romantico.

L'arte, secondo Schlegel, è opera di un genio creatore che riesce a creace la sintesi tra il finito e l'infinito . L'artista è il vero creatore che si annulla come finito per poter essere un veicolo dell'infinito.

Schlegel non provò mai a scrivere di estetica in forma sistematica bensì in una serie di frammenti in cui si evince la sua idea sulla poesia, sulla necessaria ironia e sull'autore. Proprio su quest'ultimo annota: "i
l vero scrittore non deve aver di mira questo o quello, un pubblico o fine contingente; chi scrive affinchè questo o quello lo possa leggere, merita di non essere letto". Riguardo alla filosofia, intesa come meditazione e ricerca, Schlegel aveva un alto rispetto, come disprezzava, del resto, anche i falsi filosofi: "chi non filosofa per la filosofia, ma si serve della filosofia come di mezzo è un sofista; filosofo è possibile soltanto divenire non essere. Appena si crede di esserlo si cessa di divenirlo".

In altre parole filosofo è colui che tende ad esserlo, senza mai diventarlo, servendosi del genio, dell'intuito e della genialità e, non per ultimo, della poesia. A tal proposito lo scritore filosofo dovrebbe tener a mente che non bisogna scrivere secondo le esigenze altrui, per sollazzare il pubblico che desidera un determinato prodotto letterario ma deve scrivere seconda la propria arte, immaginandosi il probabile lettore come reattivo, entrando in una sorta di relazione (sim-poesia o sim-filosofia). Riguardo a chi fa filosofia, nel senso più classico del termine, Schlegel ci fa notare come ognuno di essi è sempre portato ad interpretare chi l'ha preceduto in modo da far apparire agli altri cose che nessuno aveva ancora capito. Dubitava, infatti, dei così detti "salti mortali" del filosofo con i quali mostravano di aver trovato l'intuizione geniale ma che in realtà, a ben vedere, il filosofo restava sempre allo stesso posto, rimuginando un concetto che non porterebbe a nulla sul piano pratico: "
E' il viaggio per l'aria di Don Chisciotte sul cavallo di legno"

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