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RET

Consulenza filosofica


l'A-B-C per cambiare le proprie emozioni: A è l'esistenza di un fatto o di un evento oppure l'atteggiamento di una persona. C è la conseguenza emotiva o comportamentale oppure la reazione dell'individuo, reazione appropriata o inappropriata. Ellis ritiene che A (l'evento attivatore) non sia in gran parte la causa di C (la conseguenza emotiva). Egli ritiene, invece, che B, cioè la credenza chela persona ha di A sia in gran parte la causa della reazione emotiva di C.



  • La ricerca della felicità è una falsa credenza causa di nevrosi. La felicità si può raggiungere senza attivarsi per farlo. Al contrario, si vive meglio proprio quando si è coinvolti in processi creativi e proiettati all'esterno


  • I clienti cambiano in funzione del loro modo di percepire, interpretare, valutare loro stessi e il mondo.




La Terapia Emotiva Relazionale

(Albert Ellis)


La terapia cognitiva comportamentale di Ellis ha numerosi punti in comune con la consulenza filosofica. Il sistema di credenze acquisito nel tempo e il dialogo interno le principali cause di un malessere.

Ellis, appassionato di filosofia, riteneva che se le persoe acquisissero una sana filosofia di vita avrebbero meno disturbi emozionali; nel ritenere la psicoanalisi freudiana non sufficiente, introdusse nei suoi studi di couseling anche dei concetti filosofici.

  • Pensiero automatico: responsabile delle distorsioni cognitive (non posso farcela, comunque è inutile..) sono rapidi nel manifestarsi ed hanno un proprio ancoraggio con le emozioni negative.
  • Attribuzione di significato all'esperienza: il comportamento del soggetto è influenzato dal significato che egli attribuisce all'esperienza.
  • La mappa, non è il territorio, ovvero la nostra rappresentazione non è la realtà in sè. E' importante prendere coscienza dell'incongruenza tra mappa e territorio e a provvedere ad una sospensione del giudizio sui valori originari della nostra mappa cognitiva: autosservazione, presenza nel qui ed ora per comprendere consa sta succedendo.
  • La terapia cognitiva lavora per obiettivi e problemi: nella prima fase il counselor accompagna il cliente a focalizzare il problema, partendo dal generale per arrivare al particolare.
  • Il problema, per essere definito tale deve: stare sotto la nostra responsabilità, essere realistico e ben specificato; verificato in più occasioni; ma spesso il problema non è quello portato dal cliente o che dichiara di avere. Il segnale può essere dato dall'attivazione emotiva, estremamente impercettibile, talvolta.
  • Tecniche per riconoscere un problema: consiste nelle riformulazione linguistica del problema: "come potresti fare questo? Cosa fai inconsapevolmente per mantenere il problema?"
  • Per un buon obiettivo finalizzato, alla risoluzione del problema: deve sottostare alla nostra responsabilità; deve essere formulato linguisticamente in positivo; deve essere concreto e misurabile.
  • Errori cognitivi: E' tutto bianco, è tutto nero; autosvalutazione; lettura di pensiero; anticipazione negativa; sfera di cristallo; esagerazione o minimizzazione; causa-effetto.


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