CITTA' VECCHIA (U. Saba)
Pubblicato da
Antonello Bellanca in
U. Saba 05/11/2011 19:00:46

Ho sempre pensato che "l'orgoglioso isolato" poeta triestino abbia trovato nella sua solitudine un modo perfetto di leggere il fenomeno, al di là del dato sensibile, estendendo lo sguardo alla condizione umana, la più autentica e forte.
Vi invito a leggere l'intera poesia, ponendovi come cassa di risonanza: le parole, ascoltatele dentro, ripetendole, più volte.
Propongo una mia riflessione e restituzione di ciò che ho sentito dentro, soffermandomi sulle seguenti parole, rintracciando una corrispondenza nel principio della filosofia esistenziale e fenomenologica.
- Merci e uomini: il detrito rappresenta la visione prima, non ancora sottoposta a riflessione, appena percepita.
- Ritrovo l'infinito nell'umiltà: il dato fenomenologico ha già elaborato il materiale, e dove prima esisteva un qualcosa di generico e poco delineato, adesso subetra l'infinito: l'uomo e la sua umiltà.
- Tra la gente che viene e che va...: Il senso dinamico dell'esistenza umana, "andare". La condizione di movimento apparentemente senza pensiero, Andare richiama alla mente non solo l'idea di procedere ma anche quello di lasciarsi andare.
- Sono tutte creature della vita e s'agita in esse il Signore: trovo straordianario il modo con cui Saba segna la condizione paritaria evidenziando il comune denominatore (la vita) e la propabile preghiera che nelle creature si dispiega.
Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.
Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.
Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita d’amore,
sono tutte creature della vita e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.
Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.
[Città vecchia, Umbeto Saba] Poetry Praxis è il blog del sito SPECULARMENTE IO (http://www.antoniobellanca.it/racconti_poesie/index.html) un progetto creato da Antonello Bellanca, pubblicato all'interno della piattaforma Praxis on web
Per quanti notti che insonne ho giaciuto
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Antonello Bellanca in
U. Saba 24/07/2011 17:55:39
Ai miei scritti
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Antonello Bellanca in
M. Cvetaeva 04/07/2011 19:39:05
I miei libri volentieri li getterei via, non riesco a leggerli
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Antonello Bellanca in
David Henry Thoreau 22/05/2011 15:49:24
La vera cortesia è pura affinità divina
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Antonello Bellanca in
David Henry Thoreau 22/05/2011 15:47:13
La gente rispettabile (Thoreau)
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Antonello Bellanca in
David Henry Thoreau 22/05/2011 15:40:33
"Per Thoreau la natura era il principio e la base di tutto [...] diretto e pragmatico" Pisanti in "Poesia 260", Maggio 2011
To be, or not to be (Shakespeare)
Pubblicato da
Antonello in
Shakespeare 19/08/2010 13:21:27
Ora che sale il giorno (S. Quasimodo)
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Antonello Bellanca in
Quasimodo 02/06/2010 19:40:36
Ricordi preziosi, che emergono in in qualunque luogo.
Non mio (C.Milosz)
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Antonello Bellanca in
Milosz 31/05/2010 19:27:20
Piuttosto che cercare di gridare più forte si può provare a ri-trovarsi. In silenzio...
Cammino fumando (V. Magrelli)
Pubblicato da
Antonello Bellanca in
Magrelli 25/04/2010 10:14:42
Oltre i confini dell'essere e dell'essenza