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psicologia
Principali modelli teorici in psicologia
1858 c.a. Nascita della disciplina accademica della psicologia. Si distanzia dalla filosofia e ci si interroga sui comportamenti umani grazie al contributo di Wundt in Germania. Wundt affermava che l’unico modo per studiare il comportamento umano è quello sperimentale e dell’osservazione. Il metodo sperimentale si basa sull’intervento volontario dell’osservatore per manipolare i processi psichici, l’osservazione era rivolta, invece, verso le produzioni dello spirito (la lingua, la percezione, la memoria, etc) e non possono essere manipolati dall’esterno in quanto l’intenzione era solo quella, appunto di osservare. Il metodo sperimentale era un vero e proprio metodo con statistiche, numeri, condizioni create a priori (durate, intensità..) inteso ad addestrare il paziente a compiere un viaggio introspettivo. In altre parole era un’indagine quantitativa
1870: Modello Psicoanalitico. Le teorie freudiane maturarono in stretta relazione con le teorie biologiche e mediche dell’epoca. I suoi primi lavori trattavano l’anatomia istologica del sistema nervoso. Il modello psicoanalitico è una teoria di tipo deterministico: il comportamento umano è determinato da forze irrazionali , inconsce, pulsioni istintuali. Freud mostra uno sviluppo della personalità secondo ben determinate tappe evolutive (stadi dello sviluppo psicosessuale): orale, anale, fallico, latenza, genitale.
Secondo la prima topica l’apparato psichico si divideva in inconscio, preconscio, e conscio. Nell’inconscio vi sono i contenuti mentali non sono presenti alla coscienza del soggetto; sono dinamicamente attivi ed esercitano una pressione per divenire attivi nella coscienza.
L’apparato psichico si divide in inconscio, preconscio e conscio, nella seconda topica, invece, si divide in ES, IO e Super IO.
Può capitare che il mondo dell’IO sia pienamente funzionale ma che si produca delle disfunzioni con la realtà ed allora subentrano meccanismi di difesa e di inibizione del super IO e allora non rimane che attingere dal patrimonio dell’ES, senza alcun contenimento. Oppure, nel caso di esautorazione del l’ES, si arriverà ad un controllo totale del Super IO con pensiero delirante e persecutorio.
La psicoanalisi si serve di tecniche ben specifiche come l’Ipnosi, delle libere associazioni, interpretazioni, analisi dei sogni, transfert e controtransfert.
Il modello comportamentale
Nei primi decenni del secolo esisteva l’assunto che era indispensabile studiare gli habitat e i comportamenti in base agli stimoli ambientali di un determinato riferimento. L’attenzione era rivolta al comportamento osservabile e registrabile dall’esterno (risposte motorie, vegetative, verbali), piuttosto che sulla coscienza e sulla mente per altro non osservabili. Il promotore di questa nuova tendenza , che vedeva la psicologia legata ad entità non osservabile, inutile, è stato Watson con la sua opera “la psicologia secondo i comportamentisti”. L’approccio è secondo il principio dello Stimolo Risposta e il cambiamento viene valutato attraverso le misurazioni. Il tipo di relazione tra osservatore ed osservato è di tipo asimmetrico, impersonale, emotivamente distaccato e l’approccio metodologico si basa sulla desensibilizzazione, il training e il modeling.
Modello esistenziale-umanistico
L’individuo è unico e irriducibile, secondo un qui ed ora (esser-ci nel modo, di Heidegger). L’assunto fondamentale è quello dell’autorealizzazione e dell’autonomia individuale contro gli schemi rigidi imposti dalla società: l’esperienza intersoggettiva possiede un notevole potere riparativo. Ogni individuo vive in un mondo proprio.
“Gli individui possiedono grandi risorse per auto comprendersi e per modificare il concetto di sé ed esse possono facilmente emergere in un determinato clima facilitante” (C. Rogers-1960 ca.). l’approccio è dunque centrato sulla persona e non sul problema .
Psicologia della Gestalt
In questa prospettiva fondamentale l’approccio fenomenologico e centrale risulta l’esperienza del soggetto quando questi esamina un certo fenomeno. I fenomeni in genere sono di percezione visiva e ogni soggetto diviene, pertanto, un fenomenologo in quanto può provare una determinata esperienza e fenomeno psichico. I fenomeni appartengono alla realtà (corpi, cose, oggetti…)che producono sensazioni nel nostro organismo come se fossero delle cose separate ma in effetti queste cose sono un complesso di sensazioni che corrono nel nostro organismo. In altre parole il tutto è maggiore delle singole parti. Gli elementi non sono messi insieme per determinare una sommatoria sono parti comunque determinanti di una totalità. Come disse Husserl il mondo dei fenomeni è lì, fuori, ma in quelle cose (finestre, alberi, cielo) ci sono, ad esempio, 327 tonalità di colore. Ogni sistema fisico è caratterizzato da una fenomenologia totale al cui interno agiscono forze diverse con la tendenza a mantenere uno stato di equilibrio tra loro. Se l’equilibrio è alterato da una forza nuova vi è una riorganizzazione del fenomeno e di tutte le forze interagenti (teoria del campo). Individuo ed ambiente rappresentano un unico ecosistema e nell’approccio gestaltico si considera l’intero vissuto della persona, fisica, psicologica, intellettuale, emotiva, relazionale, spirituale.
Modello umanistico-integrato
Nel 1970 Khun mostra come la scienza assuma un carattere ciclico secondo lo schema: accettazione del paradigma, scienza normale, nascita delle anomalie, crisi del paradigma, rivoluzione scientifica. Dagli anni 70 in avanti si prende atto che non esiste nessun modello più efficace degli altri e nessuna teoria possiede il monopolio della verità assoluta e nasce l’esigenza di creare un vocabolario di termini condiviso tra le varie discipline. L’eccletismo tecnico suggerisce di scegliere il miglio modo di intervento per il paziente secondo il principio della relazione, della comunicazione empatica.