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Approccio Umanistico
bensì uno stato di completo benessere, fisico mentale e sociale.
Il principale obiettivo della psicologia umanistica è quello di ricollocare l’uomo al centro della psicologia, divenuta sempre più scientifica, fredda, disumanizzata, una terza forza, in sintesi, che si liberi dall’eccessivo dogmatismo della psicoanalisi ortodossa e del comportamentismo. La psicologia umanista non è mai stata definita rigorosamente piuttosto si tratta di un orientamento o tendenza con la caratteristica di rimanere sempre aperta per potersi adattare alla situazione e svincolarsi da qualsiasi dottrina.
Fondamentalmente si tratta di restituire all’uomo tutta la sua dignità nel rispetto di tutte le dimensioni (sensazioni, bisogni vitali, emozioni) e il diritto di costruire tutta la sua unicità e specificità (unico, irripetibile, diritto alla differenza). Andare oltre all’avere e al fare, superare instancabilmente i propri limiti ed elaborare i propri valori individuali, sociali, spirituali.
Secondo la teoria dei bisogni di Maslow esiste una scala di priorità, nel dettaglio: bisogni organici, di sicurezza e protezione, appartenenza ad un gruppo, di stima e riconoscimento sociale (competenza, riuscita, prestigio) realizzazione di sé e del proprio potenziale.
Secondo Schutz i bisogni fondamentali dell’uomo sono, oltre a nutrimento e riparo, inclusione in un gruppo, anche di controllo (in termini di competenza e dominio della situazione in cui ci si trova) e di affetto (sviluppo di relazioni intime e sentimento di essere degno d’amore).
La psicologia umanista intende andare oltre la dialettica patologico/normale, causa/conseguenza, per percorrere un approccio di tipo sistemico in cui i fenomeni sono considerati secondo un’interdipendenza circolare.
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