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Esistenzialismo
Esistenzialismo, una corrente filosofica espressione di un determinato momento storico, destinato a non lasciare nessun traccia e sparire rapidamente così come si è affermata. Ed invece l’esistenzialismo ha messo delle radici profondissime tanto da andare oltre la sfera filosofica investendo anche altri campi: teatro, romanzo, psicologia.
Le origini della corrente sono da ricercare nelle speculazioni filosofiche di Kierkergaard seguito da Nietzche, Heidegger, Husserl e dal filone romanzato di Dostojewskij. L’esistenzialismo (o filosofia dell’esistenza) pone l’accento sulla “filosofia della crisi”, intendendo crisi della vita. L’irrequietezza della vita passata e del dubbio della vita futura mostra un’eterna insoddisfazione verso noi stessi e verso le cose: nessuno è contento del proprio stato: vivere non significa semplicemente stare in vita ma cercare la vita, tendere alla vita.
Il problema di fondo è che tutti siamo esistenzialisti poiché la filosofia della crisi è una condizione propria dell’uomo che si pone l’eterno problema dell’esistenza. Ma la nebbia oppiacea dell’esistenza quotidiana (lavoro, doveri, impegni) occultano questo nostro equilibrio precario: l’apparente tranquillità della quotidianità nasconde i problemi esistenziali ma non li risolve né li elimina; come dire che l’abitudine ha ottuso un sentimento.
In filosofia l’esistenzialismo segue l’idealismo, che si evolve secondo l’iter della ragione/assoluto/spirito/idea, per porre le basi su un concetto fondamentale coniato da Heidegger “essere gettato nel mondo (DASEIN)”. L’uomo si trova di fronte ad infinite possibilità come essere unico ed irripetibile nonché unico fautore del proprio destino.
Ma l'esistenzialismo pone un concetto di fondamentale importanza, figlio del romanticismo filosofico sull'impossibilità dell'uomo di raggiungere l'infinito: la vita, nella sua bellezza, mostra anche il lato assurdo. L'imprevedibilità della sua durata che di per sè genera l'aspetto positivo della vita stessa: l'assurdo apre le porte alla felicità; la vita è piena di situazioni imprevedibili e assurde ma sopratutto fuori dal diretto controllo dell'uomo. L'ansia e la paura non sono da combattere o da evitare, semmai da comprendere proprio come elemento costituente della vita stessa, poichè legittima un dubbio giustificandosi da sè, come presa di coscienza e consapevolezza.