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Kierkergaard

Tra idealismo ed esistenzialismo


Era una fanciulla deliziosa, una natura amabile, quasi fatta apposta perchè una malinconia come la mia potesse trovare l'unica gioia nell'incontrarla. Graziosa ella era veramente la prima volta che la vidi: graziosa nel suo abbandono, era commovente in senso nobile, non senza una certa sublimità nell'ultimo momento della sparazione. Aveva uno sguardo adorante, quando supplicava, che avrebbe potuto commuovere i sassi. E sarebbe stata una beatitudine poter incantarle la vita, una betitudine vedere la sua beatitudine indescrivibile.
Chiesi un colloqui con lei, lei acconsentì. Non ho detto una parola nell'ammaliarla; ma il giorno dopo vidi, nel mio intimo, che avevo sbagliato. Un penitente quale ero io, con la mia malinconia ...ciò doveva bastare. La rottura definitiva avvenne circa due mesi dopo. Essa si disperò.

(Kierkergaard a Regina Olsen)



Il comportamento di kierkergaard nei confronti di Regina Olsen la dice lunga sul concetto che egli ha della seduzione, un'arma cui servirsene fintanto che l'obiettivo è raggiunto. Poi sposta l'attenzione altrove.

Kierkergaard espone il primo stadio del cammino nella vita secondo un'esistenza centrata sulla seduzione al fine solo del piacere della conquista stessa.
L'esteta è comunque un vile poichè ricerca solo il piacere per un puro godimento personale, finito il quale ne ricerca un altro e ciò che otterà è sempre e comunque un grande vuoto.
Poichè non conclude felicemente l'esperienza, l'esteta causa a sè stesso un profondo senso di disperazione e di depressione. .

Una figura intermedia, che supera lo stadio estetico, è data dal soggetto che medita sul bene e sul male e sceglie la vita ripetitiva, comoda, sistematica nel tempo. Il personaggio descritto dal filosofo danese è quella del professore Guglielmo che, a differenza del Don Giovanni, ama essere tranquillo fintanto che scopre, anch'esso, una sorta di profonda insoddisfazione perchè ad un certo punto della vita, facendo i propri conti, avrebbe voluto essere qualcun altro; ha l'impressione di aver sprecato tempo e riscorse.

Ma se la condizione etica è buona per sè stessi, come scelta esistenziale, l'umo si porta sempre dentro un grande tormento quello del peccato e dell'inadeguatezza morale e l'unica scelta che l'uomo può operare per una un cammino di vita pieno e consapevole è quella del pentimento e della profonda fede religiosa.

Kierkergaard aprirà le porte all'esistenzialismo e del senso dell'uomo che si trova ad essere gettato nel mondo.

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