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Ermeneutica

Consulenza filosofica


Chi vuol comprendere un testo deve essere pronto a lasciarsi dire qualcosa da esso
.
Chi si appresta a interpretare un testo attua sempre un progetto […] ogni revisione del progetto iniziale comporta la possibilità di abbozzare un nuovo progetto. La comprensione di tutto ciò che si ha da comprendere consiste tutta nell’elaborazione del progetto preliminare che ovviamente viene continuamente riveduto in base a ciò che risulta dall’ulteriore penetrazione del testo (Gadamer)




L’ermeneutica è l’interpretazione e la fenomenologia, secondo il pensiero di Heidegger, è anche interpretazione. In ambito di counsueling filosofico mettersi nei panni del cliente, per condividere la sua visione significa operare una “
comprensione partecipativa da parte dell’interprete” inteso come tentativo di comprendere in forma empatica.

Il termine empatico, nell’ambito ermeneutico, tende ad evidenziare un coinvolgimento emotivo del conoscente con l’oggetto conosciuto che può determinare una trasformazione vicendevole. A differenza dello scienziato che mira a conoscere la cosa in sé, l’ermeneuta mira a comprendere il significato che l’oggetto assume per qualcuno, per tramite del coinvolgimento.

L’ascolto diviene sintonizzato: mentre si ascolta l’altro, si ascolta sé stesso.
Il consulente filosofico ha di fronte l’autore del testo e, pertanto, si opererà una ricostruzione critica con l’ausilio di entrambi i partecipanti.

Da tener presente che l’interprete non si presenta come una tabula rasa bensì accosta il suo progetto interpretativo con il suo
Vorverstandnis ovvero con la sua pre-comprensione e pregiudizi. Già con questi “strumenti” opera una prima rielaborazione.

Gadamer, padre dell’ermeneutica, suggerisce una seconda elaborazione e poi una terza e così via evidenziando l’aspetto infinito dell’ermeneutica e della pluralità di significato che nascono dallo stesso testo o, come li chiama Gadamer,
urti. Sono proprio gli urti che mettono di fronte l’ermeneuta con i propri pregiudizi.
Ma l’aspetto maggiormente rilevante dell’ermeneuta, sostiene Gadamer, è quello di lasciarsi dire, dal testo, qualcosa ovvero possedere una
coscienza ermeuticamente educata sensibile all’alterità del testo.

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