Praxis & Web

Cerca

Vai ai contenuti

Menu principale:


Dominati dal tempo

Tempo

Quante volte ci siamo sentiti oppresi dal tempo, che ci sfugge o che non basta mai? Quale il rapporto che esiste tra il nostro vivere e il tempo? Il tempo non conosce diversificazioni a seconda del contesto è ovvio, dunque, che la maggiore velocità da noi rilevata è solo una "sensazione", dato un particolare contesto.

Tale sensazione, ritengo, è accelerata dal contesto tecnologico cui viviamo. La possibilità di avere l'impressione di ottenere tutto e subito (si pensi alle mail, alle chat o alle videochiamate) e contemporaneamente di accorciare le distanze determina un concetto falsificato di temporalità strettamente legato alla distanza.

L'uomo moderno è figlio del tempo e in esso rimane intrappolato: scadenze, impegni, quantità di cose da fare -sempre più ugenti e pressanti- rendono il tempo insufficiente. Per non parlare della qualità del tempo speso...

Ragionando in termini di eternità, quale la concezione di eterno dell'uomo moderno? L'eternità la si vede come strettamente connessa con il paradiso, la si immagina come effetto dell'immortalità dell'anima. In effetti risulta difficile poter dare una definizione di eterno quando, ancora, non sappiamo comprendere il concetto di "fine". L'eternità, dunque dicevo, come immortalità dell'anima. Oggi l'uomo moderno vede piuttosto che l'eterno il momento attuale, ha perso la fede, la prospettiva futura, estremizzando un piacere momentaneo perchè visibile, concreto e realizzabile. Ecco spiegata la ragione del perchè l'uomo cede alle lusinghe della moda perchè lo fa vivere in "questo particolare momento": la moda, infatti, si pone in modo subdolo, facendo credere nello pseudo sublime piacere del momento di vivere pienamente e con la massima espressione, salvo poi passare "di moda" e continuare a ricercare un altro medesimo piacere per dare un senso alla propria vita.

L'uomo poggia sul tempo, non c'è dubbio. Cedere alle lusinghe della moda e di ciò che in un preciso momento può dare soddisfazione dona la percezione di non cadere, di restare in equilibrio mentre, in realtà, si è in continuo equilibrio precario.

Home Page | chi sono | Praxis on blog | Percorso di studi | Filosofi e prassi | Il movimento romantico | Idealismo | Tra idealismo ed esistenzialismo | Esistenzialismo | Approccio Umanistico | Psicoterapeuti umanisti | Sessualità | Video | La non "A" - normalità | Consulenza filosofica | Tempo | Segreti ed altri segreti | Letture dell'esistenza | Area Formazione | I miei interessi | Importanti riferimenti | Area dowload | Area riservata | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu