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Consulenza filosofica

Consulenza filosofica


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Gerd Achenbach è stato il fondatore della Philosophische Praxis. La consulenza filsofica mostra l'aspetto pratico della filosofia, della possibilità di essere ancora utile e non una sterile materia da impartire e da imparare.

A differenza delle terapie psicoanalitiche la consulenza filosofica non si serve di un rigido metodo di applicazione bensì di un libero colloquio in un rapporto paritario e non da guaritore e paziente, anche perchè chi si appresta a colloquiare con un consulente filosofico sa di avere a che fare con un essere umano e non come un "amministratore di teorie".

Gli insegnamenti dei grandi pensatori del passato appaiono superati e spesso, nel seguirli, si è sottomessi a conflitti interiori, mentre l'uomo risulta essere capace di riflessione del proprio essere e pertanto è potenzialmente "filosofante".

La consulenza filosofica non fornisce consigli sulla vita ma problematizza proprio il bisogno di dare consigli.

(fonte: G. Achenbach, La consulenza filosofica)


Per una sana capacità critica di lettura della realtà


Chi si rivolge al consulente filosofico? Chi ha bisogno di una guida, un facilitatore che possa indirizzarlo, mediante una diversa visione che faccia comprendere eventuali errate interpretazioni della realtà utilizzando diverse tecniche note anche al counseling: ascolto attivo, il cognitivismo, la biografia, il dialogo socratico ed altri strumenti che il consulente saprà utilizzare al momento opportuno.

Se è vero che molti riescono ad uscire dalla propria corazza personale, fatta di errate interpretazioni della realtà, credenze, moralismi e quant'altro rappresenti un freno alla libera capacità critica altri, invece, necessitano di un aiuto esterno al fine di vedere che esistono altre modalità d'approccio. Non si tratta certo di una semplice trasmissione di sapere o di "dover fare" da parte del consulente bensì di fornire le modalità per eseguire quelli che vengono denominati "esercizi filosofici" o esercizi spirituali.

Ma far riconoscere la naturale e potenziale capacità critica altrui non è il solo compito del consulente filosofico: esiste anche la capacità di operare un'accurata autosservazione di sè anche nel contesto in cui ci si trova collocati. L'alta attenzione sui propri comportamenti innesca modalità operative che determinano una disciplina sana e consapevole dei propri comportamenti che, scevri dall'essere intrappolati, possono dispiegarsi in una sana crescita del sè.

E' importante, inoltre, quanto e se il cliente sia intenzionato a capire filosoficamente la vita; a tale scopo la consulenza filosofica non è assimilabile, assolutamente, ad una terapia poichè il cliente non riceverà una diagnosi dal consulente, bensì un invito ad una maggiore autocomprensione ed autoesplorazione. In altre parole il consulente filosofico non è intenzionato a far guarire il cliente, piuttosto facilitare nuove modalità affinchè il cliente possa trovare un suo stato di benessere personale. Il cliente consapevole, d'altra parte, si affifa ad un consulente al fine di migliorarsi per una vita più ricca e profonda.

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