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Ciclo Gestalt

Approccio Umanistico



L'importanza
non è ciò che si fa di noi
ma ciò che noi stessi
facciamo di ciò che si fa di noi



Ognuno di noi ha un proprio ciclo di soddisfacimento del bisogno, spesso non soddifatto; è importante consapevolizzare come la persone interrompa tale ciclo.

Con la Gestalt subentra un principio di assunzione della responsabilità: non rimanere ancorati al passato (attribuendo, per altro, le nostre colpe ad altri); anche l'intellettualizzazione è un interruzione del contatto. Gli eventi della vita sono neutri poichè il loro significato siamo noi ad attribuirlo; in altre parole
ogni persona è l'artefice del proprio destino e ne è pienamente responsabile.


La teoria del "se"
(il processo tra organismo ed ambiente)


Modalità
ES: relativamente alle pulsioni interne e bisogni vitali; percezioni sensoriali degli stimoli interni ed esterni.
Modalità
IO: quando subentra possibilità di scelta o rifiuto deliberato del bisogno

Se si ha la percezione di un bisogno ma non si riesce a comprendere quale esso sia vuol dire che esiste un blocco dell'IO

Meccanismi di interruzione

  • Introiezione: senza alcuna forma di elaborazione si attinge dall'esterno qualcosa e lo si introietta (forme impersonali: non posso; devo, bisogna, è opportuno). Chi introietta incorpora passivamente tutto ciò che gli perviene dall'esterno (credenze, fatti dati per scontati...)
  • Proiezione: attribuzione ad altri dei propri sentimenti (lettura della mente: persona centrata su quello che gli altri pensano o dicono- pensare che gli altri dicano o pensano qualcosa su di noi)
  • Retroflessione: fare a sè quel che si vorrebbe fare ad altri (chi si fa del male, chi si accarezza o autostimola)
  • Deflessione: tecnica per interrompere il contatto; distogliere lo sguardo, divagare, logorroicità
  • Egotismo: irrigidire il proprio confine per non entrare in rapporto con l'altro. Ricordando che il SE' funziona in modalità IO quando subentra la scelta consapevole per la soddisfazione del proprio bisogno; ma un'eccessiva ipertrofia determina l'egotismo e la piena esperienza viene impedita.
  • Confluenza: al contrario dell'egotismo, non esiste alcun confine. In altre parole c'è molta confusione tra è e l'altro e il dispendio di energia è molto basso poichè si tende ad uniformasi con gli altri.
  • Proflessione: fare agli altri quello che vorremmo che gli altri facessero a noi


In una situzione di equilibrio la persona è in
omeostasi. E' un momento di vuoto fertile che prelude ad una nuova sensazione.

  • Sensazione: si parte dall'esigenza di un bisogno a livello sensoriale; dallo sfondo indifferenziato emerge una figura. Le sensazioni iniziano ad essere percepite ma non ancora con la piena consapevolezza.
  • Consapevolezza: attribuire alle sensazioni un significato. Processo di contatto vigile
  • Mobilizzazione dell'energia: il bisogno, già consapevolizzato, la persona mobilità l'energia e pensa come attivare l'energia per attivare il bisogno.
  • Azione: se nella fase di mobilizzazione la persona pensa quale sia l'azione da mobilizzare, nella fase dell'azione si adopera per FARE.
  • Contatto pieno: E' un momento in cui si ha la felice sensazione di tutte le funzioni motorie, di piena fuzione tra la persona con il mondo, fonte di gioia.
  • Soddisfazione: fasa di assaporamento, di espressione creativa. Salutare ciò che si appresta a lasciare dietro.



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