Il mezzo, non importante
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Antonello Bellanca in
Fenomenologia 05/02/2012 12:49:06

Con te accorcio le distanze, il tempo lo ridimensiono nello spazio dell’irrigidito passato ed espanso nell’ipotetico e speranzoso futuro; nascondo l’inadeguatezza e l’imbarazzo dei rapporti umani. Ma sei solo un mezzo e ammettere questo significa non solo insignire te di un titolo ma anche che io sia un semplice fine.
Quale pretesa, la tua, di richiamare la mia attenzione non appena le mie facoltà mentali ed intellettive si destano dal torpore del riposo? Quale la tua presunzione di definirti importante e prioritario nella mia vita tale tale che tu ti possa arrogare il diritto di colmare quella che tu chiameresti “la mia solitudine?”. Sei sempre e costantemente dentro di me da quando ti ho permesso di accedere, promettendomi che sarei stato l’unico artefice della mia eventuale dipendenza. La condizione di solitudine può essere anche una scelta, nessun obbligo , dettata da assoluta libertà.
Sei un mezzo, uno come tanti, che sopperisce alcune mancanze che tu, appartenente alla subdola presunta superiorità tecnologica, hai imposto. E’ un inganno ciò che hai operato nei miei confronti: a priori disponi la condizione poi la soluzione, quando condizione non esisteva.
Per prendere coscienza della ricchezza disponi le condizioni per riconoscere la povertà anche nei confronti di chi povero non si è mai sentito. L’inganno starebbe, dunque, nella condizione di partenza, disallineata dalla presunta normalità che ritrova (la condizione) sé stessa realizzata con un mezzo.
Ho riflettuto, portando indietro il mio pensiero alla ricerca di quando ho perso “la condizione iniziale” perché da quel momento era necessario partire. Valutare, dunque, ciò che possedevo e cosa ho guadagnato ma soprattutto cosa ho perso, strada facendo.
Che le parti si possano invertire, che tu sia un fine, di quello ultimo, estremo!
La prima cosa che appare
nello schermo del mio pc, appena accesso, è: "non è importante" (Eva)
Prassi filosofica è un blog creato da Antonello Bellanca, pubblicato all'interno della piattaforma Praxis & web

Waltz for Debby - La musica che riscalda -
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Antonello Bellanca in
Fenomenologia 20/11/2011 17:57:01
Il presente post nasce quasi in maniera spontanea, mosso dal potente motore emotivo di cui parlo spesso. Trova luce per l'ennesima manifestazione di un caso di sincronicità nei riguardi di un brano e di un disco, legato ad un evento particolare, che mi han fatto eleggere a "musica che dona calore", il disco di B. Evans "waltz for debby". Da una parte l'augurio di un buon pomeriggio nebbioso, dall'altra la manifestazione di un'idea consolidata per una dedica che non poteva trovare migliore colonna sonora.
A proposito di...esistenzialismo, l'essenziale.
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Antonello Bellanca in
L'esistenzialismo di George Duroy 06/11/2011 17:41:16
Ti amo, ergo non so chi sei
La mano nella mano
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Antonello Bellanca in
Paranoie maieutiche 11/10/2011 09:22:02
Fedeltà (una riflessione sulle passioni)
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Antonello Bellanca in
Esistenzialismo 08/10/2011 19:09:49
Prendimi dentro
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Antonello Bellanca in
Esistenzialismo 22/09/2011 19:08:59
Seducenti dettagli
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Antonello Bellanca in
L'esistenzialismo di George Duroy 09/08/2011 21:18:56
Tensione
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Antonello Bellanca in
Esistenzialismo 08/08/2011 17:17:14
AL condizione esistenziale di essere al mondo e come tale esser-ci nel miglior modo possibile altro non mi sembra che una trasposizione del detto "chi si accontente gode". Ciò non toglie che esiste naturalmente una sorta di disparità tra individui tra chi ha delle possibilità e chi non, e l'intenzione e audacia che tanto viene professata come spinta motivazionale appare solo un'effimera meteora.
La presunta maschera indissolubile
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Antonello Bellanca in
Fenomenologia 22/07/2011 09:20:55
Pensiero rimato nato all'interno del workshop "scelte di vita"- ASPIC 18/7/20011 ore 11.30-13.30