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Kundera: insostenibile leggerezza

Letture dell'esistenza


La vera bontà dell'uomo si può manifestare
in tutta purezza e libertà
solo nei confronti di chi
non rappresenta alcuna forza



L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi in imbarazzo; pensare che ogni cosa si potrà ripetere così come l’abbiamo vissuta e che questa ripetizione debba ripetersi all’infinito. L’idea dell’eterno ritorno indica una prospettiva dalla quale le cose appaiono in maniera diversa da come noi le conosciamo: appaiono prive della circostanza attenuante della loro fugacità.

Per avere la certezza che l’amicizia erotica non avrebbe mai raggiunto l’aggressività dell’amore si incontrava con ciascuna delle sue amanti fisse soltanto ad intervalli molto lunghi secondo la regole del tre. Una donna ad intervalli regolari ma mai più di tre volte oppure un rapporto con lei per molti anni a condizione che passino tre settimane.

Quando dormivano lei lo teneva come la prima notte: gli stringeva saldamente il polso, un dito, la caviglia.

Molto più del biglietto da visita che lui le ha dato all’ultimo momento è stato il richiamo di quelle coincidenze: il libro, Beethoven, il numero 6. La nostra vita quotidiana è bombardata da coincidenze o di incontri fortuiti tra le persone chiamate coincidenze.

La sensualità è la mobilitazione massima dei sensi: si osserva l’altro e si ascolta ogni suono.

Le tesi: risme di carta infinita che si accumulano negli archivi che sono più tristi dei cimiteri perché non ci entra più nessuno. La cultura scompare nell’abbondanza della sovrapproduzione, nella valanga dei segni, nella follia della quantità.

Antinomie:
Vivere nella verità, non mentire né a sé stessi né agli altri, è possibile soltanto a condizione di vivere senza pubblico. Nell’istante in cui qualcuno assiste alle nostre intenzioni ci adattiamo agli occhi che ci osservano e nulla di ciò che facciamo ha più la verità. Avere un pubblico significa vivere nella menzogna.
C’è menzogna anche nella divisione tra sfera pubblica e privata: l’uomo è una cosa in privato e un’altra in pubblico; per lui vivere nella verità significa abbattere la barriera tra il privato e il pubblico.

Che cos’è la civetteria? E’ un comportamento che mira a suggerire la possibilità di un’intimità sessuale, senza che questa possibilità appaia come certezza. In altri termini: la civetteria è una promessa di coito non garantita.
(sguardi, frasi ammiccanti, doppi sensi fra sconosciuti): inizia la civetteria: un comportamento che suggerisce come possibile un’intimità sessuale anche se questa possibilità rimane senza aranzia e puramente teorica.

Quando sedete di fronte a qualcuno che si mostra amabile, deferente, cortese, è molto difficile tenere sempre a mente che nulla di ciò che dice è vero, che nulla è sincero. Diffidare (continuamente e sistematicamente) richiede uno sforzo enorme e anche un po’ di allenamento.

Che cosa l’attirava verso le donne? Rimane sempre una piccola percentuale di inimmaginabile. Certo quando vedeva una donna vestita sapeva immaginarsi più o meno come sarebbe apparsa nuda ma tra l’approssimazione dell’idea e la precisazione della realtà rimaneva un piccolo intervallo di inimmaginabile che non lo lasciava in pace. E poi, l’inseguimento dell’inimmaginabile non termina con la scoperta della nudità, va oltre: come si comporta quando lui l’avrà spogliata? Che cosa dirà facendo l’amore? Che tono avranno i suoi sospiri? Che spasmo contrarrà il suo viso nell’istante del piacere? Non è ossessionato dalle donne ma da quello che in ciascuna di esse c’è di inimmaginabile, da quel milionesimo di diversità che distingue una donna dalle altre.
Che una donna preferisca il formaggio al dolce e un’altra non sopporti il cavolfiore è in effetti segno di originalità, ma è tutto chiaro che questa originalità è del tutto insignificante e superflua e che non ha alcun valore. Solo nella sessualità il milionesimo di diversità si presenta come qualcosa di prezioso perché è inaccessibile pubblicamente e bisogna saperlo conquistare.

L’amore fisico dava loro piacere ma nessuna consolazione. Lei non gridava più come faceva un tempo e, nel momento dell’orgasmo, il suo viso sembrava esprimere dolore e una strana assenza. Solo la notte, quando dormivano, erano teneramente uniti. Si tenevano per mano e lei dimenticava l’abisso.

Tutti abbiamo bisogno che qualcuno ci guardi. A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie: la prima desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi: in altri termini desidera lo sguardo di un pubblico. La seconda categoria è composta da quelli che per vivere han bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti. La terza categoria è quella che ha bisogno dello sguardo della persona amata. La loro condizione è pericolosa : una volta o l’altra gli occhi della persona amata si chiuderanno e ci sarà il buio. La quarta, la più rara, è quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori.

*****


Il senso della vita è divertirsi con la vita, e se la vita è troppo pigra a noi non resta che darle una mano. L’uomo deve saper cavalcare le avventure, queste cavalle veloci come il lampo senza le quali egli si trascinerebbe nella polvere come un fante annoiato.

La vita di chiunque di si presta alle più diverse interpretazioni; il passato di ciascuno di noi si può trasformare con la stessa facilità nella biografia di un amato uomo di stato o in quella di un delinquente.

Se posso darti un consiglio la prossima volta sii onesto e non mentire mai, perché nessuna donna può aver stima di un uomo che mente.


Amori ridicoli: nessuno riderà


Registrazione: la cosa problematica non è sedurre la ragazza ma, piuttosto, conoscere sempre un numero sufficiente di ragazze che non siano state ancora da noi sedotte.
Chi ama guardarsi indietro con orgoglio pone l’accento sui nomi delle donne amate: chi invece guarda in avanti, verso il futuro, deve preoccuparsi soprattutto di avere un numero sufficiente di donne registrate da ricordare.


Amori ridicoli: la mela d’oro

Ciò di cui sentiva di più la mancanza dentro di sé era la spensieratezza. La strada della sua vita era tracciata con un rigore implacabile: il lavoro non si esauriva solo con le otto ore giornaliere ma attraverso la noia obbligatoria delle riunioni e lo studio a casa, si infiltrava anche nel tempo restante.
A tutto ciò era rassegnato, ma di tanto in tanto lo assaliva ugualmente l’immagine terribile di una strada sulla quale sfrecciava sotto gli occhi di tutti e da dove non poteva deviare.

La vita recitata aveva all’improvviso mosso all’attacco della vita non recitata. Il giovane si stava allontanando da sé stesso e insieme dal suo cammino rigorosamente tracciato dal quale fino ad allora non aveva mai deviato.


Amori ridicoli: il falso autostop


La peggior disgrazia che vi possa capitare è un matrimonio felice: non avete la minima speranza di divorzio.

Amori ridicoli: simposio


“Non l’avevo proprio riconosciuta” – si scusò- non si vedevano da quindici anni.
Con le donne non gli era andata molto bene: fino a venticinque anni era stato bloccato dalla tremarella; poi si era innamorato , si era sposato e per sette aveva cercato di convincersi che in un'unica donna era possibile trovare l’infinito dell’erotismo; poi aveva divorziato e l’illusione dell’infinito si era dissolta e al suo posto una piacevole ed audace voglia di donne purtroppo fortemente frenata da una cattiva situazione economica.
Poi il tempo era passato molto velocemente e, all’improvviso, si era ritrovato in bagno davanti allo specchio ovale sopra il lavandino: con la mano destra teneva alto sulla testa uno specchietto tondo e osservava inebetito la calvizie incipiente. Di colpo, quella vista, lo aveva posto di fronte alla banale verità che non è possibile recuperare ciò che abbiamo perso.


Amori ridicoli: che i vecchi morti lascino il posto ai giovani morti



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